giovedì 30 dicembre 2010

Fotovoltaico - Conto Energia 2011: via libera della Conferenza unificata

Il nuovo DM riduce a due le tipologie installative: “impianti fotovoltaici realizzati sugli edifici” e “altri impianti fotovoltaici” (eliminando la categoria della parziale integrazione); gli impianti sono suddivisi in 6 classi di potenza: tra 1 e 3 kW; tra 3 e 20 kW; tra 20 e 200 kW; tra 200 e 1000 kW; tra i 1000 e i 5000 kW; oltre i 5000 kW. Viene introdotta la categoria “impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative” che beneficeranno di tariffe incentivanti (secondo tre intervalli di potenza) più alte rispetto alle altre due tipologie. Queste tariffe saranno decurtate del 2% all’anno (anziché del 6%) nel 2012 e 2013.

La tariffa incentivante è incrementata del 5% per gli impianti diversi da quelli realizzati sugli edifici, che si trovino in aree industriali, commerciali, cave esaurite, aree di pertinenza di discariche o di siti contaminati. Il premio aggiuntivo per gli impianti in regime di scambio sul posto, realizzati sugli edifici e che riducano di almeno il 10% l’indice di prestazione energetica dell’edificio (da dimostrare con una certificazione energetica), può raggiungere il 30% della tariffa incentivante. Per gli impianti a concentrazione, le tariffe incentivanti saranno divise in due intervalli di potenza e decurtate del 2% all’anno nel 2012 e 2013.

La bozza di DM fissa a 8.000 MW l’obiettivo nazionale della potenza da installare entro il 2020. Il tetto della potenza incentivabile è di 3.000 MW, a cui si aggiungono 200 MW per gli impianti integrati e 150 MW per gli impianti a concentrazione. Sono confermate le condizioni per la cumulabilità delle tariffe incentivanti e la riduzione dell’Iva; resta il divieto di cumulo con le detrazioni fiscali.

Via libera anche alle Linee Guida per i procedimenti autorizzativi alla costruzione e all’esercizio di impianti di produzione di elettricità da fonti rinnovabili. Questo provvedimento, previsto dall’art. 12, comma 10, del Dlgs 387/2003, è particolarmente urgente perché costituirà una disciplina unica e valida su tutto il territorio nazionale, che consentirà finalmente di superare la frammentazione del panorama normativo e darà certezza agli operatori che investono nel settore delle fonti rinnovabili. Le Regioni e gli Enti Locali - a cui oggi è affidata l’istruttoria di autorizzazione - dovranno recepire le Linee guida entro i 90 giorni successivi alla pubblicazione del testo.

I principali contenuti delle Linee Guida per le fonti rinnovabili:

1) Sono dettate regole per la trasparenza amministrativa dell’iter di autorizzazione e sono declinati i principi di pari condizioni e trasparenza nell’accesso al mercato dell’energia;

2) Sono individuate modalità per il monitoraggio delle realizzazioni e l’informazione ai cittadini;

3) È regolamentata l’autorizzazione delle infrastrutture connesse e, in particolare, delle reti elettriche;

4) Sono individuate, fonte per fonte, le tipologie di impianto e le modalità di installazione che consento l’accesso alle procedure semplificate (denuncia di inizio attività e attività edilizia libera);

5) Sono individuati i contenuti delle istanze, le modalità di avvio e svolgimento del procedimento unico di autorizzazione;

6) Sono predeterminati i criteri e le modalità di inserimento degli impianti nel paesaggio e sul territorio, con particolare riguardo agli impianti eolici (per cui è stato sviluppato un allegato ad hoc);

7) Sono dettate modalità per coniugare esigenze di sviluppo del settore e tutela del territorio: eventuali aree non idonee all’installazione degli impianti da fonti rinnovabili possono essere individuate dalle Regioni esclusivamente nell’ambito dei provvedimenti con cui esse fissano gli strumenti e le modalità per il raggiungimento degli obiettivi europei in materia di sviluppo delle fonti rinnovabili.



“Dopo lunghi mesi di attesa finalmente possiamo pianificare gli investimenti dei prossimi tre anni”. Lo ha dichiarato Gert Gremes, presidente di GIFI/ANIE (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane), alla luce del parere favorevole espresso dalla Conferenza Unificata sui due provvedimenti più attesi dell’anno dal settore fotovoltaico: il Conto Energia 2011 e le Linee guida nazionali per le rinnovabili (leggi tutto).

“Con i due decreti - ha continuato Gremes - si apre finalmente un nuovo capitolo per l’industria fotovoltaica. Le Regioni hanno espresso la volontà di uniformare i loro processi autorizzativi e si vuole dare continuità ad un settore pronto a creare posti di lavoro e benefici per il sistema paese contribuendo in maniera determinante agli obiettivi comunitari del 2020.

A nostro parere - ha aggiunto Gremes – il legislatore avrebbe potuto essere più coraggioso ed offrire all'industria fotovoltaica italiana un orizzonte temporale di 5 anni e soprattutto una quantità maggiore di potenza incentivabile per dare più spazio agli investimenti al fine di meglio strutturare e potenziare la filiera industriale fotovoltaica nostrana. Allo stesso tempo – ha concluso – le molte aziende operanti nel settore fotovoltaico in Italia dovranno adottare modelli operativi flessibili per potersi adattare rapidamente ad un inevitabile consolidamento del mercato e per poter adattare i loro prodotti e servizi ai mercati internazionali”.

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